Nel giornalismo tradizionale, chi scrive è spesso scoraggiato o scoraggiats dal parlare in prima persona. Eppure, le esperienze personali possono essere una risorsa preziosa, se condivise con trasparenza.
Negli ultimi anni, il settore ha iniziato a riconoscere l’importanza di lasciare spazio alle persone perché raccontino le proprie storie. Per questo, imparare a integrare in modo efficace la propria esperienza negli articoli può diventare un vero punto di forza.
Nel mio lavoro, ho scoperto che condividere alcuni aspetti della mia vita – relativi all’essere donna, madre, convivere con una malattia mentale o con determinate condizioni di salute – ha arricchito i miei articoli. Altre persone possono scegliere di raccontare esperienze legate ad ambiti diversi, dalla vita quotidiana all’ambiente, dai media allo sport.
Usare la propria esperienza come punto di partenza non significa rinunciare all’obiettività. Al contrario: può rendere il lavoro più trasparente, aiutando chi legge a capire da dove nasce una certa prospettiva o impostazione.
Mi è capitato spesso di scrivere articoli usando il mio vissuto per introdurre un argomento, avviare un approfondimento, affiancare dati e testimonianze, rendere una storia più vicina a chi legge.
Ecco cosa ho imparato su come integrare in modo efficace le esperienze personali nel lavoro giornalistico.
Analizza il contesto della tua esperienza
Se fai parte di un gruppo colpito in modo sproporzionato da un certo fenomeno – per esempio, una comunità etnica più esposta a una determinata malattia – raccontare la tua esperienza può aiutare chi legge a comprenderne meglio la realtà.
Per chi fa giornalismo, fattori come origine, genere, classe sociale, orientamento sessuale, disabilità, storia familiare, responsabilità di cura, luogo in cui si vive o reddito possono diventare punti di riferimento utili per inquadrare una storia. Inserisci, quando possibile, gli elementi che ritieni più rilevanti e che ti senti a tuo agio nel condividere.
Per esempio, se da bambina o bambino hai avuto una malattia per cui all’epoca esistevano solo cure limitate, oggi la medicina potrebbe aver fatto grandi progressi. La tua esperienza può servire per raccontare quella storia, approfondirne l’evoluzione e aggiungere contesto, descrivendo la diagnosi, le cure e come ti sentivi in quel periodo. Dettagli come questi possono dare forza al tuo articolo e aiutare chi legge a capire meglio l’argomento.
In uno dei miei articoli, ho raccontato come il mio disturbo ossessivo-compulsivo (OCD) e il mio ruolo di madre influenzino la mia salute mentale durante le festività. Quell’esperienza mi ha permesso di dare un contesto ai dati e alle statistiche e di mettere in discussione alcuni luoghi comuni sull’OCD.
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Cerca figure esperte che possano aggiungere contesto
Quando condividi qualsiasi tipo di esperienza personale, è importante affiancarla a dati e ricerche, proprio come faresti con qualsiasi altro articolo. Se scrivi di salute, per esempio, puoi partire dalla tua esperienza ma confrontarla con gli studi disponibili.
In un mio articolo, ho raccontato come tenere traccia del ciclo mestruale mi abbia aiutata a capire l’impatto degli ormoni sulla salute mentale. Per farlo in modo corretto, ho unito il mio punto di vista a quello di esperti ed esperte del settore.
Più l’argomento è complesso, più diventa fondamentale coinvolgere chi ha le competenze per offrire spiegazioni neutre e approfondite. È anche un modo per dimostrare quanto sia utile partire dal vissuto personale e poi allargarlo, integrandolo con un’analisi scientifica. In questi casi, citare più di una fonte può fare la differenza: prospettive diverse permettono di cogliere aspetti che altrimenti rischierebbero di rimanere nascosti.
Accompagna la tua esperienza a un lavoro di ricerca solido
Anche quando raccontiamo qualcosa che abbiamo vissuto in prima persona, resta importante approfondire il contesto in cui quell’esperienza è avvenuta. A volte, infatti, i nostri ricordi si basano su convinzioni diffuse o su racconti tramandati nel tempo. Quello che diamo per scontato può rivelarsi impreciso, oppure non essere più valido oggi, alla luce di nuove conoscenze o tecnologie.
Se ti è stata detta una certa cosa vent’anni fa, prova a capire qual era il contesto in cui è nata quell’informazione. Ricostruirlo può aiutarti a restituire un quadro più completo dell’impatto di una condizione, un evento o una situazione.
In un articolo per Study Hall Digest, ho scritto dell’imparzialità alla BBC partendo dalla mia esperienza di lavoro all’interno dell’emittente. Ho potuto verificare alcune affermazioni grazie alla documentazione che conservavo: mail, linee guida, cronologie dei cambiamenti. Questo mi ha permesso di contestualizzare anche le esperienze condivise da altre persone e spiegare meglio le difficoltà vissute nella radiotelevisione pubblica.
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Condividi le tue conclusioni
Qualunque sia il legame con la tua esperienza personale, è importante arrivare a una conclusione chiara nel tuo articolo. Può essere uno sguardo al futuro del problema che hai raccontato, oppure un’analisi del suo impatto su chi lo affronta oggi.
Anche se la tua esperienza riguarda una situazione comune, il modo in cui l’hai vissuta non è necessariamente universale. Per questo, anche quando raccontiamo qualcosa di vissuto in prima persona, come giornalisti dobbiamo sempre presentarlo per quello che è: un punto di vista, non un fatto assoluto.
Questo articolo è stato pubblicato originariamente in inglese sul sito dell’International Journalists’ Network e viene condiviso qui in traduzione per gentile concessione.
Foto di Pixabay via Pexels.com
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