Come trovare idee per i tuoi articoli

4–6 minuti

di Cristiana Bedei


Per trovare la prossima storia da raccontare, giornalisti e giornaliste ascoltano, imparano, ragionano e non smettono mai di fare pratica. C’è a chi le idee arrivano con facilità e per chi può servire un metodo per superare i momenti di blocco.

Essere originali non significa avere sempre idee nuove all’istante. Spesso per trovare una storia serve uno sforzo consapevole: andare a cercare ciò che non è ancora stato raccontato o che è rimasto invisibile. Tenere d’occhio date ed eventi importanti, leggere i giornali o ricevere comunicati stampa può essere utile per trovare spunti e agganci. Ma se nonostante tutto fai fatica a pensare quale potrebbe essere il tuo prossimo articolo, abbiamo chiesto consiglio a chi ha più esperienza.

Dai reportage di viaggio alle inchieste, ecco alcuni suggerimenti e strategie per aiutarti a trovare nuove idee.

Ascolta le persone

“Tutte le persone che conosci portano dentro di sé una storia: devi solo capire qual è”, spiega Gaby Koppel, giornalista freelance e produttrice televisiva londinese. Questo non significa che tu debba necessariamente scrivere di loro, ma qualcosa che hanno detto, vissuto o raccontato può spingerti a guardare più a fondo un tema.

“Una mia amica è assistente sociale specializzata in adozioni – racconta Koppel –. Durante un viaggio insieme, abbiamo chiacchierato per ore in macchina. Poco dopo mi è stato commissionato un articolo sulle persone sopra i 50 anni che adottano bambini: l’idea mi era venuta proprio dalle nostre conversazioni.”

Quindi parla con le persone delle loro vite e ascoltale davvero, potresti trovare lo spunto giusto per una storia.

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Parti dalle domande

Non sempre le idee devono arrivare da conversazioni dal vivo: internet è una risorsa molto utile per capire cosa interessa davvero alle persone. “Prendo molte idee da Reddit”, racconta Suzannah Weiss, giornalista freelance di Los Angeles, riferendosi al popolare sito americano dove gli utenti possono condividere contenuti e discutere di vari argomenti. “Scorro i subreddit legati ai temi di cui scrivo per vedere a quali domande le persone vorrebbero trovare risposta e cosa trovano interessante”, spiega.

È proprio grazie all’uso costante di Reddit che ha scritto, per esempio, un articolo sul mito degli “orgasmi multipli”.

Molti dei suoi pezzi, però, nascono dalla curiosità personale: “Gran parte dei miei articoli sono domande che io stessa avrei fatto agli esperti e a cui volevo una risposta. Poi condivido quello che scopro con il resto di internet”, ammette. Come quando ha scritto per VICE sui motivi per cui preferisce le relazioni a distanza.

Coltiva la tua nicchia

Lorenzo Bagnoli è giornalista dell’Investigative Reporting Project Italy, un centro di giornalismo investigativo che ha lanciato anche una testata online. Gran parte del suo lavoro transnazionale nasce da segnalazioni provenienti dalla rete di colleghi e colleghe che ha costruito negli anni, mentre altre storie prendono avvio da inchieste già in corso.

“Mettiamo che ci sia un’indagine in un altro Paese, che coinvolge nomi o aziende che trovo interessanti o che già conosco”, spiega. “Faccio delle ricerche su siti open source come Open Corporates e vedo se emergono piste utili.”

Bagnoli utilizza anche registri societari e archivi personali, come ritagli stampa o documenti di operazioni di polizia, per incrociare i dati raccolti. E aggiunge: “È fondamentale avere colleghi e colleghe con cui confrontarsi, per aiutarsi a vicenda a verificare le informazioni.”

Imposta degli alert

Google Alerts e gli strumenti di monitoraggio social sono un modo semplice per restare aggiornati sugli argomenti di cui ci si occupa. Esistono però risorse più specifiche. Per le sue inchieste, Bagnoli racconta che con il suo team usa spesso database per il tracciamento delle navi, impostando notifiche su imbarcazioni e porti precisi. 

“C’era questa inchiesta dell’ONG francese Disclose su una nave cargo attraccata al porto di Le Havre, in Francia, che si sospettava avesse caricato armi destinate all’Arabia Saudita”, spiega. Un suo collega, specializzato in ricerche online e immagini satellitari, aveva confermato che la presenza della nave era stata registrata anche da altri. “Io ho recuperato i documenti e ricostruito i suoi spostamenti, compresi gli scali nei porti italiani di Genova, Livorno e Cagliari.”

Da quel lavoro di indagine è nato un suo articolo per Il Fatto Quotidiano.

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Segui le inchieste ufficiali

Lindy Alexander è una giornalista freelance australiana che si occupa di viaggi e salute, oltre a essere la fondatrice del blog The Freelancer’s Year, dedicato a chi vuole vivere di scrittura freelance. Le piace sperimentare strade insolite per trovare nuove storie.

“Una che uso spesso è controllare le inchieste parlamentari in corso”, racconta. Ad esempio, questa lista del Senato in Australia. “Spesso ci trovi temi di cui non hai mai sentito parlare, insieme a documenti, esperti e possibili casi studio,” spiega.

Proprio grazie a quel database ha scoperto un’indagine sugli impianti di rete vaginale, utilizzati per il prolasso degli organi pelvici, che avrebbero causato dolori cronici e sanguinamenti persistenti a circa 100.000 donne australiane – e a migliaia di altre nel mondo. “Ho proposto un articolo a The Saturday Paper e mi hanno commissionato il pezzo,” racconta. “È uno dei lavori di cui vado più fiera.”


Questo articolo è stato pubblicato originariamente in inglese sul sito dell’International Journalists’ Network e viene condiviso qui in traduzione per gentile concessione.

Foto di Steve Johnson via Pexels.com


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