12 cose da fare (e da evitare) nelle interviste giornalistiche

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Block notes a spirale aperto con appunti accanto a un registratore vocale posati sul bracciolo di una poltrona in tessuto chiaro, in un’ambientazione raccolta e informale.

di Cristiana Bedei


Ogni giornalista lo sa: sono le interviste a dare concretezza a una storia. Ci avvicinano alla verità, danno una voce alle notizie e offrono al pubblico esperienze personali che arricchiscono la comprensione del mondo. Mostrano punti di vista diversi e aiutano a cogliere la complessità degli eventi, dei temi e dei racconti.

Ma condurre un’intervista non è semplice. Richiede grande capacità di gestire con attenzione un mix di umanità, etica e accuratezza – soprattutto quando si affrontano argomenti delicati o si ha poco tempo.

“Troppo spesso, nel giornalismo, ci limitiamo a raccogliere notizie, dimenticandoci di riflettere su come le nostre fonti vengono rappresentate o su come vorrebbero esserlo”, spiega Jennifer Cox, docente alla Salisbury University e autrice del libro Feature Writing and Reporting: Journalism in the Digital Age.

Per aiutare giornalisti e giornaliste a migliorare le proprie interviste, abbiamo chiesto qualche consiglio a Cox e ad Amy Forbes, docente alla James Cook University e co-autrice della guida Interviewing – A Guide for Journalists and Professional Writers.

Ecco cosa ci hanno raccontato.

DA FARE: Informarsi prima (e dopo)

“Fate tutte le ricerche possibili, anche solo controllando il profilo Facebook della persona da intervistare prima di incontrarla”, suggerisce Forbes. Informarsi in anticipo aiuta a formulare domande migliori, trovare un buon modo per rompere il ghiaccio e creare un rapporto di fiducia.

Per articoli più approfonditi, valutate anche di condurre l’intervista in contesti diversi e di parlare con altre persone – amici, familiari o fonti secondarie – per avere una visione più completa. Questo tipo di verifica è fondamentale soprattutto nel giornalismo investigativo.

“Fate ricerca anche dopo, verificate le informazioni ricevute, e non abbiate paura di fare domande scomode”, aggiunge Cox. “Magari riformulatele e riprovate. Se non ottenete risposta, fatelo notare: è così che si chiamano le fonti alle proprie responsabilità”.

DA FARE: Dimostrare empatia nel modo in cui si rappresenta una persona

È importante capire e rispettare come le persone intervistate desiderano essere rappresentate, soprattutto quando si parla di identità legate al genere, all’etnia o ad altri aspetti personali.

“Dobbiamo ricordarci che le fonti ci stanno dando delle informazioni. Ci stanno raccontando la loro storia e si fidano di noi perché venga raccontata nel modo giusto – o, almeno, nel modo in cui la vedono loro”, spiega Cox. È fondamentale trattare i loro racconti con empatia e attenzione, facendo in modo che la loro prospettiva venga rispettata anche nei dettagli.

DA FARE: Stabilire regole chiare fin dall’inizio

All’inizio dell’intervista, è importante chiarire le regole del gioco. Come consiglia Forbes, è bene spiegare fin da subito che tutto ciò che verrà detto potrebbe essere pubblicato. Questa trasparenza aiuta a gestire le aspettative e a costruire un rapporto di fiducia.

Se una fonte chiede di ritrattare qualcosa, è bene valutare quanto sia davvero rilevante quell’informazione. “Se puoi accettare, fallo – soprattutto se pensi di intervistare di nuovo quella persona. È meglio mantenere aperto il dialogo”, suggerisce Forbes.

DA FARE: Mostrare credibilità e autenticità

Nel giornalismo, la credibilità è fondamentale – anche durante un’intervista. Presentare un tesserino, un badge o un biglietto da visita può aiutare a rafforzare la tua legittimità agli occhi della fonte.

“Avvicinarsi con un biglietto da visita e dire: ‘Ecco chi sono, ecco cosa sto facendo’, può dissipare molti dubbi e mettere subito a proprio agio chi hai davanti”, spiega Cox.

Confermare la propria identità e spiegare chiaramente le proprie intenzioni è un primo passo importante per costruire fiducia – ed è proprio da lì che nasce un’intervista sincera e autentica.

DA FARE: Trattare l’intervista come una conversazione

Cox sottolinea quanto sia importante creare un clima di familiarità e comfort durante un’intervista, soprattutto per chi è alle prime armi. “Ricordarsi che un’intervista è, in fondo, solo una conversazione in cui una persona prende appunti può aiutare a gestire l’ansia”, spiega.

Un buon esercizio è fare pratica con amici o conoscenti. Col tempo, l’idea di parlare con persone sconosciute farà sempre meno paura e diventerà più facile instaurare un dialogo naturale e autentico.

DA FARE: Ascoltare attivamente e fare domande di approfondimento

Secondo Forbes, l’ascolto è una delle competenze più importanti e più sottovalutate da chi inizia a fare giornalismo. Intervistare non significa solo fare domande, ma saper ascoltare davvero le risposte, lasciandosi guidare nel proseguire la conversazione.

“Certo, fai la tua domanda – consiglia – ma ascolta bene la risposta e poi chiedi qualcosa in più”. Le domande di approfondimento, anche se non previste, spesso portano a commenti più interessanti, ricchi e sfumati.

DA NON FARE: Forzare chi sta vivendo un lutto

Affrontare temi delicati come la morte, la perdita o altre esperienze traumatiche richiede sensibilità e rispetto per lo stato emotivo delle persone intervistate.

“Comportati in modo etico. Pensa come vorresti fosse gestita la cosa, se fossi tu – o una persona della tua famiglia – a essere intervistata”, suggerisce Forbes. “In situazioni particolarmente difficili, non bisogna imporre la propria presenza o insistere con chi è in lutto”.

DA NON FARE: Affidarsi solo alle interviste digitali

Dopo la pandemia, molte persone hanno perso dimestichezza con la comunicazione dal vivo, osserva Cox: “Non vogliamo più parlare faccia a faccia o nemmeno al telefono. È molto più semplice fare un’intervista via email, ma si perde troppo”.

Pur riconoscendo la comodità dei mezzi digitali, Cox ne sconsiglia l’uso esclusivo: “Compromette l’autenticità dell’intervista e lascia troppo tempo alla fonte per preparare e filtrare le risposte”.

Le piattaforme online e i messaggi possono essere utili per un primo contatto, ma è meglio raccogliere le storie di persona o almeno al telefono, per cogliere sfumature, emozioni e spontaneità.

DA NON FARE: Iniziare con domande difficili o controverse

Cominciare un’intervista con domande scomode o controverse può compromettere l’intera conversazione.

“Non partire con domande difficili o polemiche, perché la persona potrebbe decidere di interrompere l’intervista”, spiega Forbes. “Questo vale soprattutto per le interviste registrate o video: se non ottieni nemmeno qualche risposta, non hai nemmeno un contenuto da usare”.

Ci sono eccezioni – ad esempio nelle interviste improvvisate o “al volo” – ma in generale è meglio adottare un approccio più strategico e prudente.

DA NON FARE: Interrompere o porre domande tendenziose

“Uno degli errori più comuni è interrompere le fonti”, spiega Cox. Questo è particolarmente problematico nel giornalismo audio e video, dove un’interruzione può rendere inutilizzabile un’intera parte dell’intervista.

Lascia che la conversazione scorra in modo naturale ed evita le domande tendenziose. “Se intervisti un’atleta e gli dici: ‘È stata una partita facile, vero?’, la stai indirizzando verso la risposta che vuoi ottenere: ‘Sì, facilissima!’”, aggiunge. In questo modo rischi di sembrare poco imparziale e di manipolare il racconto della persona intervistata.

DA NON FARE: Trascurare i dettagli e i rapporti umani

Prendi appunti in maniera accurata, verifica l’esattezza di nomi e titoli professionali e sii gentile con tutte le persone, anche con chi lavora negli uffici. “Non c’è niente di peggio che fare una bellissima intervista, scrivere un ottimo articolo e poi sbagliare il nome della persona o indicare il titolo sbagliato”, osserva Forbes.

Controllare ogni dettaglio rafforza la tua credibilità e quella della testata per cui scrivi. E non dimenticare di coltivare buoni rapporti anche con il personale amministrativo o degli uffici stampa: sono spesso proprio loro a poterti aprire (o chiudere) la porta per future interviste.

DA NON FARE: Tradire la riservatezza

Rispetta sempre la riservatezza delle informazioni ricevute off the record e proteggi l’identità delle fonti quando richiesto.

“Come si dice nel settore, vali solo quanto le tue fonti e la tua reputazione nel mantenere la riservatezza”, spiega Forbes. “Nessuno vuole parlare con un giornalista di cui non si fida.”

Venire meno a questo patto può compromettere la tua credibilità e precluderti molte opportunità in futuro.


Questo articolo è stato pubblicato originariamente in inglese sul sito dell’International Journalists’ Network e viene condiviso qui in traduzione per gentile concessione.

Foto di cottonbro studio via Pexels.com


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