Chi lavora da freelance lo sa: spesso si passano ore a perfezionare un pitch per poi ottenere – se va bene – un solo incarico. E se invece da una buona idea potessero nascere due, tre o più articoli? Tutti retribuiti.
Riformulare un concetto o un’esperienza per pubblici e testate diverse può aiutare a costruire una carriera più sostenibile e redditizia.
“È un approccio molto più efficiente”, spiega la giornalista freelance Lily Canter. “Fa risparmiare tempo e aiuta anche a costruirsi una certa autorevolezza.”
Quando Canter ha scritto per Runner’s World UK un articolo sulla corsa in gravidanza, ha riutilizzato parte della sua ricerca per un pezzo completamente diverso per il sito statunitense Well+Good, dedicato al fitness.
“Se una persona cerca informazioni su come correre in gravidanza e trova più di un mio articolo sull’argomento, penserà: “Ah, ne sa parecchio’”, racconta. “Quella visibilità aiuta a posizionarsi come esperta o esperto su un tema.”
Canter adotta questo approccio anche quando scrive di finanza personale, salute e viaggi — ambito in cui la strategia è particolarmente utile, perché chi lavora da freelance spesso copre di tasca propria le spese e non può permettersi spostamenti per un solo incarico.
Il giornalismo di viaggio è diverso, spiega Lindy Alexander, autrice e fondatrice del sito The Freelancer’s Year. “Serve essere sul posto, e questo significa che non puoi occuparti di altri articoli nello stesso momento. Quindi bisogna davvero agire con strategia.”
La sua regola: almeno un incarico ogni due giorni fuori casa. “Se sono via sei giorni, idealmente voglio ricavare almeno tre articoli da quel viaggio.”
Prima però di iniziare a trasformare una singola idea in più proposte, è importante capire come farlo nel modo giusto. Errori come vendere lo stesso articolo a più testate possono compromettere la reputazione e danneggiare i rapporti con le redazioni.
Capire cosa interessa a ogni giornale, trovare nuovi spunti sul campo e adattare lo stesso materiale a più formati: ecco come Alexander e Canter riescono a moltiplicare le pubblicazioni (e le entrate) a partire da una sola idea o destinazione.
Cerca di trovare nuove prospettive
Affronta ogni incarico o viaggio con l’idea che da lì possano nascere più articoli. “Non si tratta tanto di capire se una storia o una destinazione si prestino a diventare più storie”, spiega Alexander, “quanto di scoprire quali storie o quali tagli si nascondano al loro interno.”
Durante un viaggio stampa di sei giorni in Canada, organizzato da un’agenzia di tour ferroviari, era partita con un solo articolo già confermato ed è tornata con idee per altri tre pezzi, tra cui una guida alla scena gastronomica di Banff e una raccolta di consigli per rilassarsi tra le montagne rocciose.
Secondo Alexander, rimanere flessibili e osservare con attenzione è fondamentale: anche momenti o conversazioni apparentemente banali possono ispirare un nuovo articolo. Prendi appunti dettagliati, scatta foto, chiedi interviste e raccogli contatti a cui rivolgerti anche in futuro. “Sto ancora proponendo articoli nati da viaggi fatti sei o otto mesi fa”, racconta.
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Impara cosa vogliono le redazioni
Capire come i vari media strutturano i propri contenuti aiuta a proporre idee in linea con i format giusti, evitando sovrapposizioni.
“Sapere che tipo di storie cercano e per quali sezioni può essere davvero utile, soprattutto quando si vogliono proporre più articoli a partire dallo stesso viaggio”, spiega Alexander.
Per questo tiene aggiornata una lista delle rubriche e degli argomenti di interesse delle varie testate: recensioni di hotel, itinerari di 24 ore, panoramiche di una destinazione, profili di persone in viaggio… Un modo per inviare proposte più mirate e con maggiori possibilità di successo.
È così che una guida ai luoghi sacri del Giappone è diventata un listicle per una testata, mentre un dessert assaggiato nello stesso viaggio ha ispirato un breve approfondimento per un’altra.
Lascia che sia il materiale a guidarti
A volte la possibilità di scrivere più articoli emerge solo durante – o dopo – il lavoro di raccolta delle informazioni. Canter racconta che raramente pianifica fin da subito di scrivere più pezzi, ma capita spesso che succeda in modo naturale, quando si ritrova con molto materiale: ricerche, interviste, esperienze vissute.
Dopo un viaggio alle Bermuda, per esempio, ha scritto quattro articoli: uno su una gara di corsa per Live for The Outdoors, un pezzo più classico sulle attrazioni turistiche per il South China Morning Post, un racconto in prima persona per la versione cartacea di Metro, e un approfondimento sul running per Adventure.com. Ogni taglio è nato da quello che ha vissuto e scoperto sul posto.
Assicurati che ogni proposta sia originale
Riutilizzare il materiale raccolto è una scelta intelligente. Riutilizzare lo stesso contenuto, invece, è rischioso.
“Non lavoro su articoli troppo simili tra loro”, spiega Alexander, sottolineando quanto sia importante proporre storie davvero originali per mantenere credibilità agli occhi delle redazioni.
Pur partendo dallo stesso viaggio o dalla stesso lavoro di ricerca, Canter riscrive ogni articolo da zero: cambia citazioni, informazioni, taglio. A volte fa anche nuove interviste. “Non inviare la stessa identica proposta a più editor. Puoi partire dalla stessa esperienza o dallo stesso tema, ma ogni articolo deve essere un racconto a sé”, chiarisce.
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Mantieni trasparenza e correttezza
Sul tema della trasparenza con le redazioni, Canter si regola caso per caso. “In generale non sento il bisogno di segnalare articoli precedenti, a meno che non ci siano sovrapposizioni evidenti”, spiega. “In quei pochi casi, mi premuro di chiarire che sì, ho già scritto sull’argomento, ma questo nuovo pezzo ha un taglio diverso, voci diverse, un approccio differente.”
Se invece la redazione le propone di partecipare a un viaggio stampa per conto loro, Alexander ritiene corretto condividere con la testata tutte le possibili idee nate da quell’esperienza, lasciando che possano decidere cosa è di loro interesse. Aspetta che quegli articoli escano prima di proporre altri contenuti ad altre testate.
Sfrutta i diversi tipi di articolo a tuo vantaggio
Uno dei modi più semplici (e sottovalutati) per ottenere più articoli da una sola idea è cambiare format.
“Un pezzo in prima persona e un reportage sono due cose molto diverse”, fa notare Canter. “È più semplice di quanto si pensi.”
In una newsletter, ha raccontato come, agli inizi della sua carriera da freelance, ha trasformato la storia del padre – truffato per oltre 20.000 euro – in ben cinque articoli diversi. Uno pubblicato due anni dopo l’accaduto. “Alcune redazioni mi hanno contattata dopo aver visto la storia altrove”, spiega. “Volevano qualcosa di simile. È stato un caso particolare, in cui gli editor conoscevano già il contenuto.”
Che si tratti di un racconto personale, un’intervista, un profilo o una guida pratica, cambiare tipologia di articolo permette di esplorare aspetti diversi dello stesso materiale e raggiungere pubblici differenti.
Questo articolo è stato pubblicato originariamente in inglese sul sito dell’International Journalists’ Network e viene condiviso qui in traduzione per gentile concessione.
Foto di Leeloo The First via Pexels.com
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