Hai mai l’impressione di scrivere sempre delle stesse cose, anche se i tuoi interessi – o quelli delle redazioni – stanno cambiando?
Capita spesso. Molte giornaliste e molti giornalisti freelance, prima o poi, sentono il bisogno di occuparsi di nuovi temi: per trovare più incarichi, non restare legati a un solo argomento o semplicemente per seguire nuove curiosità. Ma come si fa a cambiare direzione e convincere una redazione ad affidarti qualcosa di diverso dal solito?
Anna Medaris ha iniziato occupandosi di salute – e continua a farlo – ma ha scritto anche di sesso e relazioni, lavoro freelance e perfino di quella volta in cui ha vinto una gara di sollevamento boccali di birra. “Mi piace seguire storie molto diverse tra loro, invece di specializzarmi in un solo argomento”, racconta. “È anche per questo che nel 2023 ho deciso, per la prima volta, di provare a lavorare come freelance a tempo pieno”.
Aprirsi a un approccio più ampio, però, richiede tempo. “Ci sto ancora lavorando, ma credo che il fatto di non aver mai cercato di rientrare in una categoria professionale precisa mi stia aiutando”, dice.
A volte, il cambiamento arriva quasi per caso — come per Jen A. Miller, che ha cominciato a scrivere di tecnologia su invito di una redazione che aveva apprezzato i suoi articoli sulla corsa. Altre volte, il passaggio è più naturale: “Scrivo di edilizia, che è legata alla logistica, che a sua volta si collega alla tecnologia”, spiega la giornalista e autrice freelance.
In certi casi, il filo conduttore è un tema di attualità che permette di parlare a pubblici diversi.
“In questo periodo tutti vogliono storie sull’intelligenza artificiale, sia per illustrarne i vantaggi che per raccontarne gli aspetti più problematici”, dice. “Occupandomene con continuità, riesco a toccare ambiti che sembrano anche molto distanti tra loro.”
Per Medaris e Miller, scrivere di argomenti diversi è stato un passaggio naturale nella carriera freelance. Ecco i loro consigli per chi vuole fare lo stesso.
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Chiarisci perché vuoi cambiare
Vale la pena chiedersi qual è il motivo per cui vuoi cambiare.
“Avventurarsi al di fuori del proprio ambito di competenza può essere stimolante – e vantaggioso anche dal punto di vista economico – ma non è detto che sia la scelta giusta per tutte e tutti”, fa notare Medaris.
C’è chi preferisce approfondire un solo tema, e chi invece si trova meglio variando. Non esiste una regola universale, ma fare qualche prova può aiutarti a capire cosa funziona per te. Scrivere un paio di pezzi su argomenti nuovi può essere un buon punto di partenza.
Parti da ciò che conosci
Gli argomenti su cui hai già lavorato possono aiutarti ad avvicinarti ad altri temi.
La salute, ad esempio, si collega facilmente a politica, nutrizione, fitness, cultura, tendenze, intrattenimento, alimentazione — e non solo. È anche grazie a questa varietà che Medaris riesce a trovare spunti inaspettati. “Se ricevo un comunicato da un marchio di wellness per cani, posso puntare sull’aspetto legato agli animali invece che su quello del benessere”, racconta.
Ragionare per connessioni può aprire nuove possibilità. Miller, per esempio, ha scritto articoli sull’intelligenza artificiale per una rivista bancaria: un tema che conosceva già e che oggi riguarda sempre di più anche la finanza.
“Se ti interessa lo yoga, non vedo perché non potresti scrivere per riviste rivolte a chi gestisce studi di fitness”, aggiunge. “Se riesci a scrivere un buon articolo e consegnarlo nei tempi, hai le competenze per lavorare praticamente per chiunque.”
Adatta il tuo stile
Ogni settore ha le sue regole. Cambiare tema significa anche rivedere tono, struttura e ritmo del racconto.
“Le storie di salute hanno quasi sempre bisogno di un aggancio forte o di una certa tensione narrativa”, spiega Medaris. “Ma vale anche per i reportage di viaggio? Che spesso funzionano con un tono molto più leggero, tipo: ‘esiste questo posto incredibile’?”
Anche chi ha esperienza può trovarsi a fare domande simili. Per orientarsi, Medaris ha iniziato a leggere con più attenzione le testate di viaggio e lifestyle per cui vorrebbe scrivere, cercando di capire cosa colpisce il pubblico e come sono costruiti gli articoli.
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Fai sapere di cosa ti piacerebbe scrivere
Uno dei modi più semplici per uscire dalla propria nicchia è dire chiaramente a editor, uffici stampa e colleghi e colleghe di cosa ti piacerebbe occuparti.
“Parla con gli editor, spiega cos’altro ti interessa”, consiglia Medaris. “Se apprezzano il tuo modo di lavorare e si fidano delle tue capacità, anche al di fuori del tema per cui ti conoscono, potrebbero assegnarti articoli diversi o metterti in contatto con chi gestisce altre sezioni”.
Anche quando rifiuta un pitch da parte di un ufficio stampa, Medaris lo fa in modo strategico: “So che pensate a me come una giornalista che si occupa di salute, ma mi interessa molto anche XYZ.” Spesso, quel piccolo segnale apre nuove opportunità.
Medaris è anche attiva su gruppi Facebook e community dedicate a chi lavora nell’informazione, dove ci si scambiano contatti e ci si aiuta a piazzare storie.
Scrivi lettere di presentazione per le testate specializzate
Quando si rivolge a riviste di settore o pubblicazioni B2B, Miller non invia un pitch classico.
“Preferisco una lettera di presentazione”, spiega. “Sono testate che tendono a sviluppare le idee internamente, quindi mi propongo come la persona giusta per scrivere gli articoli che hanno in mente.”
Le sue lettere sono email brevi con una descrizione del suo profilo e link ad articoli rilevanti. Nella sua newsletter Notes from a Hired Pen, ha condiviso un esempio che le ha fruttato “un incarico decisamente interessante”.
È una strategia che usa spesso. “Se non è una testata generalista, mando una lettera di presentazione. Se il mio lavoro piace e vogliono ricevere proposte, saranno loro a farmelo sapere.”
Non temere di disturbare
Non aver paura di contattare editor al di fuori del tuo ambito abituale. Temere di sembrare poco competente o fuori luogo è comprensibile, ma spesso è una preoccupazione infondata.
“Se scrivi a una persona nel momento in cui sta cercando proprio quel tipo di idea o collaborazione, le stai facendo un favore”, dice Miller. “Magari è proprio il messaggio che aspettava.”
E se non risponde? “Non è una questione personale, è lavoro. E il lavoro implica anche contattare molte persone che non ti risponderanno. Fa parte del processo.”
Questo articolo è stato pubblicato originariamente in inglese sul sito dell’International Journalists’ Network e viene condiviso qui in traduzione per gentile concessione.
Foto di Antoni Shkraba Studio via Pexels.com
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