Intervista a Fabiana Favalli
“Come diventare” è la rubrica di Senza Redazione che esplora i diversi lavori freelance, raccontati da chi li fa davvero.
di Cristiana Bedei
Scrivere per il web non significa solo trovare le parole giuste, ma far sì che quelle parole vengano lette. Un testo, per essere efficace online, deve essere ottimizzato per i motori di ricerca: in altre parole, deve seguire le regole della SEO (Search Engine Optimization), ovvero quell’insieme di strategie che permettono a un contenuto di comparire tra i primi risultati di una ricerca.
Chi lavora come SEO copywriter ha quindi un doppio obiettivo: scrivere testi chiari e coinvolgenti, ma anche strutturati in modo che siano facilmente trovati online. È una professione che unisce creatività e strategia, richiesta da qualunque realtà voglia migliorare la propria presenza digitale.
Ma come si diventa SEO copywriter? Quali competenze bisogna sviluppare? E come si trovano i primi clienti?
Fabiana Favalli, copywriter, ghostwriter e writing mentor, racconta la sua esperienza. Laureata in Comunicazione e con un Master in Arti del Racconto, dopo un anno di lavoro in TV, la pandemia l’ha portata a cambiare rotta. Approdata nel mondo della comunicazione e del copywriting, ha trovato i suoi primi clienti online e oggi lavora con aziende di settori diversi.
Iniziamo dal principio: come sei arrivata a fare la SEO copywriter?
Fabiana Favalli: In realtà, un po’ per necessità. Nel 2020 rincorrevo il sogno di diventare autrice televisiva, stroncato dal Covid. La multinazionale in cui lavoravo aveva deciso di interrompere tutti gli stage e così mi sono ritrovata a casa, in cerca di un nuovo lavoro. A quel punto ho deciso di reinventarmi.
Avevo studiato comunicazione, scrittura e copywriting all’università e mi sono detta che valesse la pena provarci. Ho seguito corsi online e ripreso in mano ciò che avevo imparato negli anni precedenti.
Ho avuto la fortuna di conoscere un primo cliente tramite Fiverr, che ha creduto in me e mi ha formata sulla parte di SEO, aprendomi un mondo.
Lavorando con i primi clienti, trovati sempre tramite Fiverr, mi sono resa conto che molti avessero bisogno anche di contenuti creativi, come romanzi, racconti, lettere ecc. quindi ho sfruttato il mio background di studi anche per propormi come ghostwriter. E funziona benissimo!
In cosa consiste il tuo lavoro quotidiano? Con quali tipi di realtà collabori?
Fabiana Favalli: La parte bellissima del mio lavoro è la possibilità di confrontarmi con realtà completamente distanti da me. Ho scritto certamente per ristoratori, parrucchieri, fashion stylist, insomma, per chi offre dei servizi a cui io mi sono affidata in passato. Ma il bello è quando ho a che fare con industrie, bulloni, trattori, poi life coach, medici o altri settori e professioni lontane dal mio mondo. Tutti necessitano di creatività e delle parole giuste per esprimersi online e offline. Ed è in questo che consiste il mio lavoro: chiedermi “Come racconterebbe il cliente la sua attività? Cosa vuole comunicare al suo pubblico?”.
I dettagli fanno la differenza. So che è un cliché, ma è vero: dietro al mio lavoro c’è moltissima analisi di settore, dei clienti, dei prodotti e tutto poi va tradotto in un linguaggio convincente e persuasivo.
Quali competenze sono indispensabili per chi vuole intraprendere questa carriera?
Fabiana Favalli: Il copywriting non è tutta scrittura o conoscenza tecnica della SEO. Certo, padroneggiare l’italiano ed essere creativi è la base, senza queste skill non vai da nessuna parte. La SEO è importantissima perché non ha senso scrivere dei contenuti per il web o i social se questi non vengono trovati da nessuno. Tuttavia, va bilanciata bene.
Noto spesso una tendenza a trascurare la bellezza della scrittura a favore dell’inserimento di parole chiave in modo poco naturale, ma ricordiamo che i testi devono piacere ai motori di ricerca ma soprattutto all’utente che poi svolgerà un’azione. Scrittura e SEO vanno poi accompagnate da conoscenza della psicologia dei consumi, neuroscienze, capacità di ascolto del cliente e analisi.
Quali strumenti e tecnologie usi nel tuo lavoro?
Fabiana Favalli: Ne utilizzo diverse. Semrush per la SEO, scrivo su Google Docs così ho tutto archiviato e non ho bisogno di salvare in continuazione, uso Hemingway Editor per rendere più fluide le frasi, Canva per i contenuti visual.
Come AI, ho integrato ChatGPT plus [in abbonamento] per i lavori più ripetitivi, Napkin per creare infografiche, Gamma per le presentazioni. Però, a parte per i tool SEO, potrei anche fare a meno di tutte queste e lavorare con la mia testa come facevo quando ho cominciato. La tecnologia, semplicemente, velocizza tutto.
Oggi si parla molto di intelligenza artificiale e scrittura automatizzata. Quanto sta influenzando il tuo lavoro?
Fabiana Favalli: Banalmente, l’AI produce testi molto standardizzati e va bene per ricerca fonti (come Perplexity AI), per scrivere quelle parti ripetitive o molto oggettive (definizioni, elenchi, rielaborazioni di testo con altro tono di voce…), ma se si cerca qualcosa di originale, creativo e personale bisogna fare affidamento a chi fa questo di mestiere.
Ho velocizzato molto il mio lavoro con l’AI, pur non usandola massivamente. Se la si utilizza correttamente è possibile offrire una qualità molto superiore del lavoro finale. Non bisogna fare copia e incolla e non bisogna chiederle di fare il lavoro al posto nostro.
Che consigli daresti a chi vuole iniziare oggi in questo settore?
Fabiana Favalli: Sicuramente formarsi e non improvvisarsi. Poi bisogna creare da subito un portfolio. Anche con lavori non destinati a clienti reali (creando un sito per un ristorante che non esiste, ad esempio, o una landing, schede prodotto per e-commerce inventati), metterli in portfolio e candidarsi presso piccole realtà, come uffici marketing, piccoli esercenti o aziende, small business e professionisti.
Poi pian piano ci si può rivolgere a realtà più grandi, promuovendosi sui social, online (con un bel sito ottimizzato) e puntando molto sul passaparola. Sconsiglio piattaforme come Fiverr, ormai sono piene di bot e persone poco qualificate. Quando mi sono iscritta io, era tutto diverso, più professionale.
Senza Redazione ti è stato utile?
Se vuoi, puoi sostenere il progetto con un caffè virtuale.
Grazie mille!
