di Beryn Orera (Traduzione di Cristiana Bedei)
Capire se un’offerta di lavoro è affidabile o ingannevole può essere difficile, anche per chi fa giornalismo. Rispondere a una proposta falsa significa perdere tempo e denaro, oltre a mettere a rischio i propri dati personali.
Nel 2023, l’Identity Theft Resource Center ha registrato un aumento del 118% nelle truffe legate ai processi di selezione rispetto all’anno precedente. Un altro problema per chi cerca opportunità professionali sono i “ghost job”, ovvero annunci per posizioni inesistenti o già assegnate. L’81% delle persone responsabili delle assunzioni ha ammesso che la propria azienda ha pubblicato offerte senza reali opportunità di impiego.
Per evitare di farsi ingannare e proteggere i propri dati, tempo e risorse, ecco nove dettagli a cui fare attenzione.
Profili aziendali, link e allegati sospetti
Le frodi spesso iniziano con siti web, indirizzi email, numeri di telefono e profili social falsi, creati per sembrare credibili. Alcuni truffatori inviano link pericolosi o file infetti per sottrarre dati sensibili o diffondere virus informatici.
“Se ricevi un link, copialo e incollalo in una nuova scheda per verificarlo. I siti sicuri iniziano con ‘https’. Attenzione a piccole variazioni negli indirizzi web che possono trarre in inganno, come ‘microsoft.fakewebsite.com’ invece del vero ‘microsoft.com’,” spiega Davis Anderson, esperta di sicurezza digitale presso la Freedom of the Press Foundation. “Se trovi un sito tramite un motore di ricerca, controlla che sia aggiornato e ben curato. Se appare trascurato o ha contenuti vecchi, potrebbe essere un campanello d’allarme.”
Se devi aprire un allegato da un mittente sconosciuto, verifica se puoi visualizzarlo senza scaricarlo. Google, ad esempio, permette di aprire un’anteprima degli allegati in una nuova scheda. Un’alternativa più sicura è trasferire i file su una chiavetta USB e aprirli su un dispositivo non connesso a Internet, per evitare che eventuali virus possano trasmettere dati online.
Mantenere aggiornato il sistema operativo, come Windows o macOS, aiuta a proteggersi da minacce già note. Per maggiore sicurezza, è utile installare un buon antivirus.
Annunci per lavori inesistenti (“ghost job”)
Anche nel giornalismo può capitare di imbattersi in ricerche di personale per posizioni che non esistono. A volte le aziende non rimuovono gli annunci dopo aver già assunto, altre volte li pubblicano solo per raccogliere nominativi per il futuro o hanno altre motivazioni poco trasparenti. In questi casi, candidandosi a un “ghost job”, si rischia di non ricevere mai una risposta.
“Se trovi una posizione interessante, verifica se è pubblicata anche sul sito ufficiale dell’azienda. Controlla la data di pubblicazione e se è indicata una scadenza per candidarsi. Se è online da più di un mese, potrebbe non essere più valida,” consiglia Anderson. “Puoi anche contattare l’azienda attraverso il sito o i social per chiedere se stanno ancora assumendo. Ancora meglio, cerca di farti presentare a chi si occupa delle selezioni da qualcuno che lavora già lì.”
Errori grammaticali o di ortografia
Molti annunci ingannevoli contengono errori di battitura o grammaticali, spesso per eludere i filtri anti-phishing. A volte derivano da traduzioni automatiche poco accurate, altre volte servono a individuare chi potrebbe cadere più facilmente nella trappola.
Le aziende serie curano la loro comunicazione: se un messaggio o un’email hanno errori evidenti, è meglio diffidare. Anche un linguaggio troppo informale o poco professionale può essere un campanello d’allarme.
Richiesta di lavoro gratuito
Alcune aziende possono chiedere esempi o materiali per valutare le competenze di chi si candida. Fin qui nulla di strano, ma ci sono casi in cui i recruiter non hanno alcuna intenzione di assumere e cercano solo di ottenere lavoro non retribuito.
“Per tutelarsi, è meglio inviare lavori già pubblicati, preferibilmente su testate autorevoli, per dimostrare la propria esperienza senza dover creare qualcosa da zero,” suggerisce Jasmine Escalera, career expert di MyPerfectResume. “Se viene richiesta una prova specifica, meglio assicurarsi che sia breve e non investire troppo tempo. Le aziende serie di solito danno indicazioni chiare su cosa vogliono e su quanto tempo richiede la prova.”
Richiesta di dati personali troppo presto
Alcuni annunci servono solo a raccogliere dati personali, usati poi per furti di identità o altre attività fraudolente. È fondamentale fare attenzione a quando e quali informazioni vengono richieste.
“Negli Stati Uniti, ad esempio, in fase di selezioni possono essere richiesti i contatti delle persone candidate, ma documenti d’identità, moduli fiscali e dati bancari vengono forniti solo dopo l’assunzione. Nessuna società seria solleciterà mai password o informazioni sensibili prima dell’inserimento in azienda,” spiega Anderson.
Per sicurezza, verifica sempre l’affidabilità della società coinvolta prima di condividere dati personali. Alcune truffe sono sofisticate e possono mettere in piedi false commissioni di selezione per sembrare più credibili.
Richiesta di denaro o transazioni sospette
Se un’azienda chiede di pagare per strumenti di lavoro o di trasferire denaro tramite il tuo conto in cambio di una commissione, è molto probabile che si tratti di un raggiro. Un datore di lavoro serio non chiederà mai soldi a chi si candida.
Una truffa comune prevede l’invio di un assegno da incassare, con la richiesta di restituire una parte della somma. L’assegno, però, potrebbe risultare scoperto, lasciando chi lo ha ricevuto con un debito.
In altri casi, si viene pagati per piccoli incarichi per poi dover versare del denaro per accedere a lavori successivi. Se ti chiedono di usare il tuo conto per trasferire denaro, potresti finire inconsapevolmente in un’operazione di riciclaggio.
L’annuncio si trova su una piattaforma poco affidabile
Non tutte le bacheche di annunci sono sicure. Alcune vengono create appositamente per rubare dati e denaro.
“Le piattaforme affidabili forniscono descrizioni chiare delle posizioni, dettagli sull’azienda e informazioni di contatto,” spiega Escalera. “Se un sito è pieno di spam, con troppe finestre pop-up, potrebbe non essere affidabile. Evita le piattaforme che pubblicano annunci generici o senza dettagli chiari sul ruolo e sull’azienda.”
Offerte di lavoro non richieste
Se ricevi un’offerta di lavoro senza aver mai inviato una candidatura, meglio procedere con prudenza.
“Un recruiter serio ti parlerà nel dettaglio della posizione, delle aspettative e dei requisiti,” spiega Escalera. “Sarà anche in grado di rispondere alle domande di chi si candida e fornire informazioni sull’azienda. Se l’offerta è vaga o eccessivamente riservata, probabilmente si tratta di una truffa.”
L’offerta sembra troppo bella per essere vera
Se dopo un breve colloquio ti propongono un lavoro con stipendi sopra la media e benefit incredibili, potrebbe essere una trappola. I truffatori spesso usano lusinghe e pressioni, sostenendo che l’offerta scade a breve per spingerti a firmare in fretta, senza darti il tempo di riflettere.
Per capire se l’offerta è autentica, controlla se l’annuncio è presente sul sito ufficiale dell’azienda, contatta direttamente la società e cerca online eventuali segnalazioni di truffe legate a quella realtà. Parlare con dipendenti o ex dipendenti può essere utile per chiarire eventuali dubbi, ma è meglio non condividere troppi dettagli durante il processo di selezione. Se qualcosa ti sembra strano, non ignorare il tuo istinto.
Imparare a riconoscere gli annunci di lavoro falsi aiuta a concentrarsi su opportunità concrete. Per proteggere altre persone, è utile segnalare i contenuti fraudolenti sia alle aziende che vengono impersonate, sia alle piattaforme che li ospitano. Puoi segnalare le truffe a enti specializzati in frodi informatiche, come l’Internet Crime Complaint Center (IC3).
Questo articolo è stato pubblicato originariamente in inglese sul sito dell’International Journalists’ Network e viene condiviso qui in traduzione per gentile concessione.
Foto di Kaboompics.com via Pexels
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