Come diventare: ghostwriter di nonfiction

5–8 minuti
Ritratto di Silvia Novelli, che sorride indossando una camicia bianca, con uno sfondo sfocato che include scaffali pieni di libri e oggetti decorativi

Intervista a Silvia Novelli

“Come diventare” è la rubrica di Senza Redazione che esplora i diversi lavori freelance, raccontati da chi li fa davvero.

di Cristiana Bedei


Silvia Novelli, ghostwriter specializzata in personal branding e scrittrice freelance, accompagna imprenditori, imprenditrici, professionisti e professioniste nella stesura di libri che sappiano raccontare la loro storia e il loro messaggio in maniera autentica. Il ghostwriting è infatti la pratica di scrivere testi per altre persone, mantenendone lo stile e la voce, senza apparire come autori o autrici del lavoro.

Con una formazione che spazia dal giornalismo al brand management, Novelli ha costruito una carriera che unisce comunicazione e strategia. Ogni mese condivide consigli su scrittura e creatività nella sua newsletter “Appunti per curiosi digitali”. Come giornalista pubblicista, ha collaborato con L’Officiel Italia, Lampoon Magazine e Donna Moderna, tra gli altri, occupandosi di lifestyle, moda, lusso, viaggi e molto altro, e intervistando figure di rilievo nel mondo dell’arte, dello spettacolo e dell’imprenditoria.

Dopo un’esperienza in agenzia come copywriter e una collaborazione con la piattaforma educativa 4Books, è approdata al ghostwriting, sviluppando un metodo di “personal branding ghostwriting” che combina una visione umanistica al branding. Dal 2015 vive in Sicilia, lavorando da remoto con clienti da tutto il mondo.

In questa intervista, ci racconta il suo percorso professionale, le competenze fondamentali per diventare ghostwriter e quali opportunità stanno emergendo in un mercato sempre più competitivo.

Innanzitutto, puoi spiegarci meglio che cosa fai, come ghostwriter specializzata in nonfiction?

Silvia Novelli: Mi definisco una ghostwriter specializzata in personal branding. Aiuto le persone a rafforzare il loro messaggio soprattutto attraverso la scrittura di libri – manuali, saggi, autobiografie o storie d’impresa. La mia missione è trasformare la voce di chi si affida a me in testi autentici e capaci di far innamorare il pubblico del loro brand.

Il mio lavoro è rivolto soprattutto a chi ha una solida esperienza, una presenza sul web e un’attività di divulgazione già avviata, ma desidera scrivere un libro per posizionarsi come punto di riferimento nel proprio settore. Detto questo, mi piace accettare progetti anche al di fuori di questa nicchia, quando incontro storie autobiografiche particolarmente significative che scelgo di raccontare.

Come hai iniziato il tuo percorso? È stata una scelta consapevole o un’evoluzione naturale della tua carriera?

Silvia Novelli: Sono arrivata al ghostwriting attraverso un percorso ricco e articolato. Ho iniziato come giornalista pubblicista, collaborando con testate sia cartacee che digitali, facendo esperienza di redazione e lavorando in un’agenzia di comunicazione come copywriter.

In un momento di grande cambiamento personale, nel 2015, mi sono trasferita da Milano alla Sicilia e, intuendo il potenziale del lavoro da remoto, ho ripensato completamente la mia carriera.

Mi sono resa conto che c’erano molte opportunità per chi lavora con la scrittura, non tanto nel giornalismo, quanto nel copywriting. Ho iniziato a collaborare con un’agenzia estera come copywriter italiana e con la piattaforma educativa 4Books.

Poi è arrivata l’occasione di scrivere un libro per un imprenditore. È stata una rivelazione: ho scoperto un mondo con una forte domanda di mercato. Ho collaborato con agenzie specializzate in personal branding, facendo esperienza nella scrittura di libri di business, e successivamente ho sviluppato il mio approccio di “personal branding ghostwriting, unendo una visione umanistica al branding.

In fondo, tutto torna: ho studiato Media e Giornalismo per la laurea triennale all’Università di Firenze e Brand Management per la specialistica alla IULM di Milano. Oggi, quello che faccio unisce perfettamente questi ambiti.  

Quali competenze e caratteristiche personali ritieni siano fondamentali per svolgere al meglio questo lavoro?

Silvia Novelli: La fiducia è il punto di partenza: deve scattare una scintilla tra me e la persona con cui lavoro per costruire un buon progetto.

Poi viene l’ascolto, unito a intuizione ed empatia, per cogliere anche quello che non viene espresso apertamente. Saper fare le domande giuste è fondamentale e la mia esperienza giornalistica mi è molto utile. Quando chi ho davanti si apre spontaneamente, raccontandomi della propria infanzia o di come siano nate certe ambizioni, mi dico: “Ok, si sta fidando di me”.

Naturalmente, c’è il tema della riservatezza: la privacy del cliente deve essere sempre tutelata.

Sul piano pratico, saper scrivere bene è la base, ma chi lavora su testi di personal branding deve anche saper semplificare argomenti tecnici e complessi per renderli accessibili a un pubblico non esperto. Serve curiosità: bisogna amare farsi trasportare nel mondo del cliente.

Infine, è fondamentale saper gestire progetti lunghi e complessi, spesso in parallelo. Scrivere un libro richiede una visione d’insieme e la capacità di strutturare il lavoro nel lungo termine. 

Cosa ti piace di più di quello che fai?

Silvia Novelli: Amo la possibilità di lavorare con persone di ambiti diversi su progetti diversi. Ogni libro mi permette di entrare in un mondo che non conosco, esplorarlo da ogni possibile angolazione, approfondire un argomento e rielaborarlo in modo creativo attraverso la scrittura. Poi, passo al prossimo progetto, soddisfando la mia sete di conoscenza e appassionandomi anche a temi di cui, inizialmente, non sapevo nulla.

C’è poi la dimensione umana: lavorare a un libro insieme crea una connessione profonda che arricchisce entrambe le parti. E ovviamente, la creatività: il confronto sulla struttura del libro, il taglio e l’opportunità di mettere in campo le mie conoscenze per dare vita a qualcosa di nuovo.

Quali sono invece le sfide che incontri e come le affronti?

Silvia Novelli: Una delle sfide principali è ottenere la fiducia delle persone senza poter mostrare un portfolio, dato che il ghostwriting è protetto da accordi di riservatezza. Qui la comunicazione e il personal branding fanno la differenza.

Un’altra sfida è valutare correttamente i progetti e fare preventivi adeguati. A volte mi vengono presentati materiali parzialmente scritti, magari con l’aiuto di ChatGPT, o dispense molto tecniche, con la richiesta di sistemare e mettere ordine. Ma durante la lavorazione emerge che non riflettono il tono di voce della persona o non sono adatte a un pubblico più ampio. Questo complica le cose e rende necessario rinegoziare il progetto.

Per me è fondamentale partire dalle call per raccogliere contenuti e definire un tono autentico. Saltare questa fase rende tutto meno fluido.

Quali consigli daresti a chi vuole intraprendere una carriera da ghostwriter?

Silvia Novelli: Il mondo del ghostwriting è talmente complesso e sfaccettato che, a mio parere, iniziare questa carriera come prima esperienza lavorativa in ambito scrittura ha poco senso. Richiede esperienza maturata in ambito editoriale o giornalistico e una profonda comprensione dei meccanismi del settore.

Il mio consiglio è: inizia lavorando sulla scrittura, imparando e confrontandoti con feedback esterni. Coltiva curiosità, assorbi tutto, metti le mani in pasta, soprattutto. E impara da chi ne sa più di te. Cerca opportunità con cui metterti alla prova e, pian piano, inizi a piantare semi in quella direzione. È anche un’occasione per capire se questo lavoro fa davvero per te, perché non è scontato.

Come molte altre professioni creative, quello da ghostwriter è un mestiere da ritagliarsi su misura, definendo il proprio spazio, stile e approccio.

Come vedi il futuro del ghostwriting, specialmente nell’ambito nonfiction, e quali opportunità pensi possano emergere nei prossimi anni?

Silvia Novelli: Penso che il ghostwriting nonfiction stia vivendo un momento d’oro. Sempre più persone cercano di costruire il proprio brand personale, ma spesso non sanno come comunicarsi al meglio. Da ghostwriter puoi fare la differenza – almeno per ora, l’intelligenza artificiale non può replicare la tua esperienza e le tue intuizioni di comunicazione!

Inoltre, chi si occupa di ghostwriting porta una prospettiva esterna al settore di riferimento (ad esempio: medicina, giurisprudenza, o immobiliare) che permette di valorizzare spunti che potrebbero essere dati per scontati. E che sono fondamentali per rendere un testo divulgativo efficace.



Senza Redazione ti è stato utile?
Se vuoi, puoi sostenere il progetto con un caffè virtuale.
Grazie mille!