5 consigli per chiudere l’anno e progettare il futuro

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Primo piano di un agenda che riporta l'anno 2025 con appoggiata sopra una penna

di Elna Schütz (traduzione di Cristiana Bedei)


Prima di diventare freelance, adoravo i bilanci e la pianificazione di fine anno. Per molte persone in ufficio, le attività introduttive di queste riunioni – quelle pensate per rompere il ghiaccio – sono una noia, ma per me erano un’occasione preziosa per riflettere sull’anno appena trascorso e cominciare a immaginare il futuro con più chiarezza.

Quando ho iniziato a lavorare in proprio, ho mantenuto questa abitudine, organizzando questi incontri da sola. Ho scoperto che mi aiutavano a dare una direzione chiara ai mesi a venire. Per renderli più stimolanti, ho cominciato a coinvolgere alcuni amici e amiche freelance, dando vita a quella che oggi chiamiamo con un certo orgoglio “Assemblea Generale Annuale dei Freelance” (AGA), che quest’anno è arrivata alla terza edizione.

Ecco alcune lezioni che ho imparato da questi incontri e che possono tornare utili anche a chi lavora nel giornalismo, in qualunque ruolo.

1. Comportati da manager

Una delle prime cose che impari da freelance è che sei responsabile di tutto. Hai la libertà di occuparti di lavori creativi e stimolanti, ma anche il peso di dover pianificare, gestire e prendere decisioni strategiche.

Non basta accettare di essere manager di te stessa o te stesso oltre a svolgere il lavoro: è fondamentale capire quando assumere ciascun ruolo. Per esempio, non è una buona idea decidere nel bel mezzo di una giornata caotica di cambiare completamente competenze o diversificare le tue fonti di reddito.

La fine dell’anno è il momento ideale per lasciar spazio alla tua parte manageriale e ragionare in grande su cosa vuoi fare. Ma significa anche riconoscere con onestà i tuoi punti deboli e identificare gli ostacoli che ti frenano. È un processo da prendere sul serio.

Io, per esempio, preferisco dedicarmi alla mia AGA in un pomeriggio tranquillo, in un bar, lontano dalle scadenze. Mi aiuta a concentrarmi e a riflettere con calma.

2. Guarda in faccia la realtà

Non importa quale metodo usi per fare un bilancio dell’anno, l’importante è farlo con onestà e trasparenza. Spesso ci lasciamo guidare da sensazioni vaghe, come “Un altro lavoro risolverebbe tutto” o “Non guadagno abbastanza come freelance”, senza fermarci davvero a capire cosa abbia funzionato e cosa no.

Anche se può essere difficile, è essenziale prendersi del tempo per analizzare a fondo l’anno passato. Puoi fare un riepilogo mese per mese o creare una lista di progetti e clienti. Considera il tipo di lavoro che hai svolto, sia per formato che per contenuti. Se il tuo reddito varia, puoi usare i dati finanziari per capire l’andamento complessivo.

Non dimenticare l’ambiente di lavoro: sei felice di quanto e dove hai lavorato? Il ritmo era quello giusto? I tuoi contatti e le tue reti di supporto hanno funzionato? Ci sono cambiamenti possibili? Tutte queste riflessioni ti aiuteranno a costruire una visione più chiara e concreta dei tuoi ultimi 12 mesi.

3. È normale che i sogni facciano un po’ paura 

Alla fine della prima AGA, ricordo il clima che si respirava intorno al tavolo. Una volta finito di lavorare alle strategie personali, si percepiva un senso di pesantezza, quasi un’ansia condivisa. Alla fine, c’è chi ammesso: “Adesso che so quali sono i miei obiettivi, ho paura di fallire.” Tutte e tutti hanno annuito, anche se avevano aspirazioni diverse.

Credo che la paura del fallimento sia spesso un segnale positivo: significa che hai trovato esattamente su cosa lavorare, quello che conta davvero per te. Una strategia che mi ha aiutata molto in questo senso è un esercizio in tre fasi ispirato dalla giornalista freelance Rebecca L. Weber.

Il primo passo è concentrarsi esclusivamente sui propri desideri, bisogni e aspirazioni. Prendersi il tempo di osservare le sensazioni si presentano, senza correre subito verso soluzioni pratiche. Hai bisogno di guadagnare di più per sostenere la tua famiglia? Senti una forte voglia di fare un lavoro più creativo o artistico? Oppure il tuo desiderio più grande è lasciare un ambiente lavorativo tossico?

Dopo aver dato spazio a queste emozioni, trasformale in traguardi misurabili. Prova a definire questi obiettivi in modo che tu possa riconoscerli quando li raggiungerai. Per esempio, se vuoi lavorare di più in un certo ambito, un obiettivo realistico potrebbe essere acquisire un nuovo cliente in quel settore o portare a termine due progetti di quel tipo in un trimestre.

Infine, rendi i tuoi obiettivi dei percorsi pratici. Pensa a passi concreti, come chiedere un incontro a chi potrebbe consigliarti, implementare un nuovo sistema di lavoro o iscriverti a un corso di formazione che ti aiuti a muoverti in quella direzione. Fai una lista dettagliata, il più precisa possibile: più sarà specifica, più ti sarà utile.

4. Stila una guida per il futuro

La pianificazione di inizio anno è solo una parte del lavoro. Quando aiuto altre persone in questo tipo di esercizi, sottolineo sempre che non basta una bella discussione. A fare davvero la differenza è il documento che viene dopo: una o due pagine con i piani e le azioni da mettere in pratica.

Io preferisco scrivere queste idee sotto forma di principi o risoluzioni, piuttosto che come istruzioni rigide. Per esempio, una volta mi sono posta l’obiettivo di ridurre i lavori che richiedevano molto tempo ma che non mi portavano né soddisfazione né guadagni significativi. La regola che ho deciso di seguire era di non accettare incarichi sotto una certa cifra, confidando che col tempo sarebbero arrivati progetti migliori.

Questa decisione si è rivelata utile un martedì qualunque, quando in preda allo stress mi sentivo poco sicura di me. Mi sono trovata a dover rifiutare un incarico che non rispettava la mia regola. Senza quel principio chiaro in testa, probabilmente avrei accettato e mi sarei ritrovata bloccata in un progetto lungo e poco gratificante. Non me ne sono mai pentita.

Qualunque sia il tuo metodo, stila una guida per cominciare l’anno con il piede giusto. È anche un modo efficace per mettersi davvero alle spalle l’anno passato, soprattutto se hai in programma una pausa durante le vacanze.

5. Concediti di festeggiare

Infine, indipendentemente da come sia andato il tuo anno o da cosa ti aspetti da quello che verrà, c’è una cosa che ti invito a fare sul serio: festeggiare. Trova qualcosa di cui essere fiera o fiero, che sia un progetto che ti è piaciuto particolarmente, un rischio che hai deciso di correre o la forza con cui hai affrontato momenti difficili.

Chiudi il tuo bilancio personale ricordandoti che stai facendo un buon lavoro. E augurati, con convinzione, che l’anno prossimo sia ancora migliore.


Questo articolo è stato pubblicato originariamente in inglese sul sito dell’International Journalists’ Network e viene condiviso qui in traduzione per gentile concessione.

Photo by Matheus Bertelli on Pexels.com


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