Linee guida per collaborare con freelance

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Persona sorridente con occhiali e capelli ricci, seduta a un tavolo di fronte a un laptop, con libri aperti in primo piano.

Queste linee guida sono state sviluppate nel Regno Unito da Donna Ferguson per Women in Journalism, in collaborazione con Emma Wilkinson e Lily Canter di Freelancing for Journalists e Anna Codrea-Rado, autrice del manuale per freelance You’re The Business.

Vengono qui condivise in traduzione (con qualche nota per il pubblico italiano) per gentile concessione. Pur includendo riferimenti specifici al contesto britannico, possono offrire spunti preziosi anche per il nostro Paese.

L’obiettivo è promuovere una migliore collaborazione tra freelance e redazioni. Le testate che seguono queste buone pratiche mostrano un impegno concreto verso trasparenza, responsabilità e accessibilità, valori fondamentali per migliorare le condizioni di chi lavora come freelance nel giornalismo.


Pagamenti e compensi

  • Avviare il processo di pagamento quando il lavoro viene consegnato e pagare sempre integralmente i lavori che rispettano il brief concordato
    Il pagamento per un articolo dovrebbe essere avviato immediatamente dopo la consegna, purché il lavoro sia conforme al brief concordato. Il compenso dovrebbe essere corrisposto integralmente, anche in caso di ritardi nella pubblicazione o se l’articolo non viene pubblicato.

  • Garantire un contratto scritto come prassi standard
    Ogni incarico freelance dovrebbe prevedere un contratto scritto che specifichi chiaramente i diritti di chi scrive, il compenso pattuito e un brief dettagliato con informazioni su lunghezza, scadenze e requisiti specifici (ad esempio, la richiesta di fornire fotografie). In questa fase è importante definire anche eventuali spese, la policy aziendale su ritardi nei pagamenti, rimborsi e aspetti chiave come copyright, licenze e assicurazioni.

  • Trasparenza sui compensi
    Le testate dovrebbero rendere pubbliche le tariffe minime o standard per articolo, parola [o battuta, nel caso italiano, ndr], attraverso i propri siti web e nelle offerte di lavoro, incluse quelle pubblicate sui social media.

  • Chiarezza sui pagamenti
    Se il compenso è calcolato a parola [o battuta, ndr], la testata dovrebbe specificare se la tariffa si applica al numero concordato in fase di proposta o a quello dell’articolo pubblicato, chiarendo come vengono gestite eventuali discrepanze tra i due valori.

  • Processi di pagamento adeguati
    Chi assegna gli articoli dovrebbe fornire in anticipo tutte le informazioni necessarie sul processo di pagamento, incluse eventuali modulistiche, già al momento dell’assegnazione. Le fatture dovrebbero essere saldate entro 30 giorni dal ricevimento, rispettando i termini previsti. Nel Regno Unito, questa pratica è regolata dal Late Payment Of Commercial Debts (Interest) Act, una normativa che prevede penali per ritardi nei pagamenti.
    [Ndr: Sebbene questa legge non sia applicabile in Italia, rappresenta un modello utile per adottare tutele simili.]

  • Supporto per pagamenti in ritardo
    Le testate dovrebbero garantire un punto di contatto dedicato nell’amministrazione contabile, incaricato di monitorare e risolvere eventuali ritardi nei pagamenti.

  • Revisione periodica delle tariffe
    Le testate dovrebbero impegnarsi a rivedere periodicamente i compensi, valutando la possibilità di adeguarli, idealmente almeno in base al tasso di inflazione.

  • Politiche chiare su spese e rimborsi
    Chi lavora come freelance dovrebbe essere informato o informata in anticipo su quali tipi di spese possono essere rimborsati e su come poter discutere di questo tema con chi assegna il lavoro.

  • Retribuzione per lavoro aggiuntivo
    In caso sia richiesto lavoro aggiuntivo rispetto al brief originale, chi assegna l’incarico dovrebbe chiarire fin dall’inizio come queste attività extra verranno retribuite.

Presentazione delle proposte editoriali e scrittura

  • Linee guida pubbliche per l’invio delle proposte
    Le testate dovrebbero fornire online informazioni chiare e accessibili su chi si occupa di assegnare i contenuti, indicando contatti aggiornati delle persone responsabili. Sarebbe utile includere indicazioni sui tipi di contenuti richiesti, esempi di proposte efficaci e i momenti migliori per inviare idee. E, se possibile, se si prendono in considerazione proposte anche da persone con meno esperienza.

  • Formazione su migliori pratiche di collaborazione
    Le testate dovrebbero garantire che il proprio staff conosca le migliori pratiche per collaborare con freelance, incluse queste linee guida, promuovendo collaborazioni più giuste e trasparenti.

Diritti

  • Politiche chiare su sicurezza e assicurazioni
    Quando necessario, chi lavora come freelance dovrebbe avere accesso agli stessi strumenti di valutazione dei rischi e alle stesse coperture assicurative previste per il personale assunto, ad esempio per viaggi o lavori all’estero. Questo principio dovrebbe valere anche per incarichi che comportano potenziali rischi per la sicurezza.

  • Politica chiara sull’attribuzione della firma
    Chi assegna gli incarichi dovrebbe chiarire fin dall’inizio se chi scrive otterrà o meno la firma sull’articolo.

  • Licenze sul copyright giuste
    Le licenze di utilizzo dovrebbero seguire linee guida che garantiscano una gestione equa dei diritti d’autore. Nel Regno Unito, il National Union of Journalists (NUJ) raccomanda che chi lavora come freelance conceda una licenza d’uso per il proprio lavoro, anziché cedere la proprietà del copyright o trasferire tutti i diritti a un’organizzazione. Secondo le migliori pratiche indicate da NUJ, chi crea un contenuto dovrebbe mantenere la proprietà del copyright, concedendo invece licenze specifiche per il suo utilizzo.

Adottare queste linee guida non è solo una buona pratica, ma un passo essenziale per creare collaborazioni più giuste e sostenibili per giornalisti e giornaliste freelance.

Leggi le linee guida originali sul sito di Women in Journalism a questo link.


Photo by Andrea Piacquadio on Pexels.com


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