Ecco di seguito i risultati del questionario “Domande per chi scrive”, lanciato il 21 gennaio 2024 attraverso la newsletter “Lavori per chi scrive”. Questa è la piccola indagine che ha ispirato anche il progetto “Senza Redazione”.
L’obiettivo del questionario era delineare un quadro della situazione di chi lavora da freelance nell’informazione e nella comunicazione in Italia.
Sebbene i dati raccolti non abbiano valenza scientifica o statistica, offrono uno spaccato interessante, seppur parziale, della realtà di chi lavora in maniera indipendente. Non rappresentano soltanto numeri, ma storie di persone che hanno più punti in comune che differenze.
In un contesto professionale che spesso promuove una competitività alienante, il progetto “Senza Redazione” si propone come una piattaforma dedicata alla solidarietà e alla collaborazione, mirata a trovare soluzioni condivise alle sfide di un sistema che troppo spesso non riconosce né valorizza adeguatamente il lavoro freelance.
Premesse
Tra il 21 gennaio e il 21 febbraio 2024, il questionario ha raccolto 379 risposte anonime. Non tutte le domande erano obbligatorie, e non tutte le persone che hanno partecipato hanno completato il questionario in tutte le sue parti.
In 26 casi si è indicato di non lavorare come freelance nel campo dell’informazione e della comunicazione. Questi sono stati esclusi dall’analisi, ad eccezione della prima domanda.
Per semplificare la lettura, i valori numerici sono stati arrotondati all’intero più vicino (per esempio, “2,3” è diventato “2” e “2,8” è diventato “3”).
Lo stato del lavoro freelance
249 partecipanti hanno risposto di lavorare esclusivamente come freelance e 104 solo in parte. In totale, questi rappresentano il 93% del campione.

Tra questi, solo una minoranza (il 10%) ha meno di 1 anno di esperienza. Oltre un quarto (27%) ha superato la fase iniziale e sta consolidando la propria posizione (1-3 anni). Un ulteriore 27% ha oltre 10 anni di esperienza, evidenziando la presenza di un nutrito gruppo con una lunga carriera alle spalle.

Una scelta sostenibile nel tempo?
I numeri sembrerebbero finora suggerire che quello da freelance sia un percorso sostenibile a lungo termine. Ma un’analisi più dettagliata delinea un quadro piuttosto complesso.

Esaminando le risposte di chi lavora esclusivamente come freelance, si osserva che, nonostante con l’esperienza aumenti l’accesso a fasce di reddito più elevate, la maggioranza ha guadagnato meno di 20.000 Euro lordi nel 2023, indipendentemente dal livello di anzianità.
- Il 75% di chi è freelance da meno di 1 anno rientra nella soglia al sotto dei 20.000 Euro, una cifra più comprensibile a inizio carriera. Quasi il 21% raggiunge tra i 20 e i 40.000 Euro.
- Anche il 69% di freelancer con 1-3 anni di esperienza si trova ancora nella fascia di reddito più bassa, ma si registra un incremento al 28% di chi guadagna tra i 20 e i 40.000 Euro , indicando un inizio di progresso economico.
- Per chi ha dai 3 ai 5 anni di esperienza, il 35% raggiunge un reddito tra i 20.000 e i 40.000 Euro, nonostante emerga una prevalenza (65%) ancora al di sotto dei 20.000 Euro.
- Con l’aumento dell’esperienza (5- 10 anni), la situazione migliora: nonostante il 49% abbia percepito meno di 20.000 Euro, una porzione crescente supera questa soglia, con oltre il 39% tra i 20 e i 40.000 Euro e quasi il 10% tra i 40 e i 60.000 Euro.
- Infine, nel gruppo con oltre 10 anni di esperienza si osserva la più ampia varietà di fasce di reddito. Tuttavia, quasi il 62% si colloca ancora al di sotto dei 20.000 Euro. Un singolo caso (UNO!) ha raggiunto oltre gli 80.000 Euro.
2022 vs 2023
Nonostante le sfide, una porzione significativa di chi lavora in maniera indipendente (anche solo in parte) ha registrato una crescita del reddito relativa alle attività da freelance nel 2023 rispetto all’anno precedente.

Il quadro resta comunque variegato.
Oltre la metà (circa 52%) ha visto il proprio reddito rimanere invariato o addirittura diminuire, evidenziando l’incertezza che può caratterizzare il lavoro.
NOTA: In 48 – quasi il 14% – non hanno ritenuto applicabile la domanda sulla variazione di reddito, perché hanno intrapreso il percorso freelance da meno di un anno o per altri motivi.
I clienti
L’analisi del rapporto tra numero di clienti e reddito suggerisce una correlazione moderata: generalmente, a un maggiore numero di clienti si associa un incremento delle entrate.
Solo il 4% dei rispondenti ha però superato i 10 clienti nel 2023, mentre la maggior parte (81%) si colloca tra 1 e 5 clienti.

Analizzando le risposte di chi lavora esclusivamente come freelance:
- Freelancer con 1-5 clienti: La maggioranza (70%) si colloca nella fascia di reddito inferiore ai 20.000 Euro, con una rappresentazione minore nelle fasce di reddito superiori.
- Freelancer con 6-10 clienti: La percentuale di chi si trova nella fascia sotto ai 20.000 Euro diminuisce al 47%. Allo stesso tempo, cresce la percentuale di chi si trova nella fascia dei 20.000 – 40.000 Euro (38%), con una presenza anche nella fascia di reddito oltre gli 80.000 Euro.
- Freelancer con più di 10 clienti: Questo gruppo mostra un profilo di reddito più elevato. La maggior parte (69%) che rientra nella fascia tra i 20.000 e i 40.000 Euro lordi. Si registra anche una percentuale non trascurabile (15%) nella fascia di reddito tra i 60.000 e gli 80.000 Euro.

In generale, si lavora soprattutto con realtà italiane (87% dei casi) e la collaborazione con realtà estere non è necessariamente associata a un reddito più alto.
Le tipologie di attività
Questi sono, nell’ordine, i 10 ambiti in cui si sono concentrate le attività lavorative svolte come freelance:
- Giornalismo/redazione (58%)
- Contenuti per il web (blog, articoli online) (58%)
- Copywriting (33%)
- Social media (32%)
- Ufficio stampa (20%)
- Revisione e editing (19)
- Formazione (14%)
- Eventi (speaker, moderator, ecc.) (13%)
- Ghostwriting (11%)
- Scrittura creativa (11%)
NOTA: Questa era una domanda a risposta multipla, le percentuali riflettono la proporzione di rispondenti che hanno selezionato ogni specifica opzione.
Alla voce “Altro” sono state registrate tantissime attività (dalla SEO allo UX Writing ai podcast), segno che il campione è composto da un pool di talenti diversificato e aggiornato rispetto all’evoluzione del lavoro.
Una possibile interpretazione dei risultati potrebbe attribuire la concentrazione nelle fasce di reddito più basse alla prevalenza di attività legate al giornalismo, specificamente nelle categorie ‘Giornalismo/redazione’ e ‘Contenuti per il web (blog, articoli online)’, settori spesso caratterizzati da compensi inadeguati.
Il lavoro da remoto
Il lavoro da remoto emerge ormai come una realtà consolidata tra freelance.
252 (71%) persone hanno risposto sì e 99 (28%) in parte alla domanda “Come freelance, lavori da remoto?”. A queste si aggiungono 1 no e 1 risposta lasciata in bianco (NA).

Il lavoro da remoto può favorire la flessibilità e l’accesso a un mercato più ampio, rimuovendo barriere geografiche e offrendo l’opportunità di gestire più facilmente diversi progetti contemporaneamente, aumentando le possibilità di diversificare le fonti di reddito.
Tuttavia, bisogna ricordare che il lavoro da remoto comporta un contesto di concorrenza globale e può rendere più difficile trovare un equilibrio tra vita professionale e privata – che come vedremo di seguito, è un problema sentito.
Le sfide

NOTA: Anche questa era una domanda a risposta multipla, le percentuali riflettono la proporzione di rispondenti che hanno selezionato ogni specifica opzione.
Che cosa preoccupa maggiormente chi lavora come freelance?
La stabilità del reddito su tutto, segnalata da circa il 72% dei partecipanti. Questo dato non sorprende, considerando la natura spesso episodica del lavoro, che rende difficile prevedere e pianificare il flusso di entrate.
Trovare nuovi clienti o incarichi è un’altra grande sfida, riconosciuta dal 64% dei rispondenti. Questo riflette la necessità costante di espandere la propria rete e di cercare attivamente opportunità di lavoro.
L’equilibrio tra lavoro e vita privata e la gestione del tempo e delle scadenze, sono state indicate rispettivamente dal 37% e dal 34% delle persone, sottolineando come la flessibilità del lavoro freelance possa trasformarsi in un’arma a a doppio taglio.
Mantenere l’originalità e la qualità dei contenuti è una sfida per oltre un quarto dei rispondenti (28%). Infine, l’aggiornamento sulle tendenze del mercato editoriale è una preoccupazione per il 17%, mostrando una consapevolezza della necessità di restare al passo con i cambiamenti del settore.
I risultati del questionario “Domande per chi scrive (anno 2023)” sono stati pubblicati originariamente qui.
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