di Natasha Tynes (traduzione di Cristiana Bedei)
Con l’aumento delle persone che si uniscono al fenomeno della “Great Resignation” o “The Big Quit”, quali sono le opzioni per chi lavora nel giornalismo e vuole mettersi in proprio?
In passato, la tendenza era quella di diventare freelance per grandi testate. Oggi, però, le opportunità online per chi desidera lavorare in modo indipendente sono molte di più.
Newsletter a pagamento
Fondata nel 2017, Substack ha rapidamente guadagnato popolarità tra giornalisti e giornaliste. La piattaforma offre un servizio completo per creare, pubblicare e inviare newsletter digitali direttamente a chi sottoscrive un abbonamento.
Negli ultimi anni, diverse firme indipendenti di spicco si sono rivolte a Substack per ottenere maggiore libertà editoriale. Tra queste, Bari Weiss, collaboratrice di Rolling Stone ed ex giornalista del New York Times, e Matthew Yglesias, ex collaboratore di Vox.
Il giornalista Casey Newton ha condiviso la sua esperienza con Substack un anno dopo aver lasciato il lavoro per avviare una newsletter a pagamento sulla piattaforma. “Sento di avere più controllo sul mio destino. Ho un asset che può crescere di valore nel tempo. E amo lavorare direttamente per il pubblico e interagire con loro ogni giorno.”
Newton ha anche evidenziato alcune sfide: “Gestire la contabilità e l’amministrazione richiede molto più tempo di prima. E non avere un correttore di bozze per la newsletter quotidiana — ringrazio chi segnala gli errori di battitura, che cerco di correggere il più rapidamente possibile.”
Un altro esempio è Helena Fitzgerald, freelance writer di New York. In un’intervista con NPR, ha raccontato che la sua principale fonte di reddito proviene ora dalla newsletter che gestisce su Substack, “Griefbacon”, che combina post gratuiti e contenuti esclusivi per abbonati, una strategia comune sulla piattaforma.
Corsi online
Sempre più giornalisti e giornaliste monetizzano le proprie competenze attraverso corsi online e percorsi di apprendimento su piattaforme come Udemy e Maven.
Su Udemy, ad esempio, il giornalista ed ex reporter di guerra Julian Gearing offre un corso intitolato “Journalism skills for beginners [Competenze giornalistiche per principianti]”, in cui insegna come scrivere e pubblicare articoli di approfondimento. Il corso include video on-demand, articoli e risorse scaricabili, da utilizzare con i propri tempi.
Consulenze private
Offrire consulenze personalizzate a emergenti è un altro modo per diversificare le fonti di reddito. Ad esempio, la giornalista narrativa Wudan Yan propone servizi di coaching per scrivere da freelance e sulla redazione di progetti per ottenere finanziamenti.
L’esperienza giornalistica di Yan le dà un vantaggio. Sul suo sito scrive: “La mia formazione come giornalista mi consente di affrontare ogni cliente con una mente aperta. Non ho preconcetti su come dovrebbe essere la tua attività — mi interessa di più capire cosa vuoi fare tu.”
Prodotti digitali
È possibile inoltre far fruttare la propria esperienza vendendo e-book o PDF su piattaforme come Gumroad, un sito dedicato all’auto-pubblicazione e alla vendita di prodotti digitali.
Robb Montgomery, giornalista e consulente, offre su Gumroad un e-book sul mobile journalism, arricchito da illustrazioni e un sito web di supporto con video.
“Ho voluto offrire una versione PDF personalizzata dell’e-book perché molte persone mi hanno detto di preferire quel formato,” ha spiegato Montgomery a IJNet. “Gumroad è una piattaforma eccellente e il team che la gestisce lavora con grande integrità. Auto-pubblicandomi, riesco a ottenere il massimo rendimento.”
Quando gli è stato chiesto quale consiglio darebbe a chi voglia pubblicare i propri prodotti digitali, Montgomery ha risposto: “Consiglio di diventare davvero competenti in un argomento su cui costruire la propria reputazione,” aggiungendo che per chi possiede molteplici competenze ci sono sempre nuove opportunità di guadagno raccontando storie di non-fiction.
Abbonamenti
Molte persone nel campo del giornalismo utilizzano Patreon per offrire abbonamenti ai loro contenuti. Questa piattaforma consente di gestire un servizio di sottoscrizione, dove gli utenti pagano una quota mensile per accedere a contenuti esclusivi o altri vantaggi.
Tra chi ha scelto questo strumento c’è Vicky Smith, giornalista investigativa britannica, che descrive il proprio Patreon come il motivo per cui può fare il giornalismo che desidera davvero fare. “Posso dedicarmi a grandi temi e spiegare cosa dicono gli esperti. Posso analizzare le notizie più importanti della settimana e scrivere articoli su persone o questioni interessanti.”
Altri preferiscono chiedere direttamente supporto al proprio seguito e ai fan più fedeli, per poter continuare a lavorare in modo indipendente e offrire i contenuti che il loro pubblico apprezza. Ad esempio, la giornalista freelance americana Kaitlyn Arford ha utilizzato il servizio Buy Me A Coffee. Questo sito, simile a Patreon, permette di fare donazioni mensili in cambio di accesso a materiali o opportunità esclusive. Arford scrive: “Se mi conosci, sai che vado avanti a caffè. Tra una scadenza e l’altra, condivido consigli sul lavoro freelance, consigli e cerco di fare chiarezza sui compensi… Se apprezzi quello che faccio, spero che considererai l’idea di offrirmi un caffè.”
Dato che sempre più persone scelgono di lavorare in maniera indipendente nel giornalismo, queste risorse sono fondamentali per consentire loro di pubblicare storie importanti, senza doversi preoccupare di come garantirsi il prossimo stipendio.
Questo articolo è stato pubblicato originariamente in inglese sul sito dell’International Journalists’ Network e viene condiviso qui in traduzione per gentile concessione.
(Foto: Karolina Kaboompics via Pexels.com)
Senza Redazione ti è stato utile?
Se vuoi, puoi sostenere il progetto con un caffè virtuale.
Grazie mille!
